Escursioni sul monte Etna

Il nostro andare ci porta ancora una volta nei contrasti, nelle situazioni limite, nell’imprevisto, nella precarietà, nel camminare che ci trasforma in pellegrini, nell’incedere silenzioso e sacro insieme ed al fianco dei nostri compagni di viaggio. L’altro, l’abisso e la Parola ci aiutano ad orientare i nostri sguardi. Il grande vulcano si staglia austero sopra di noi, le sue cime ancora innevate, raccontano di una primavera ancora incerta. La terra ed i colori intorno a noi sono diversi e nuovi. Il nero e tutte le sue sfumature, ci abituano al bello che può avere colori diversi. I terrazzamenti con il taglio della pietra nera, modellano il paesaggio e lasciano spazio alla natura nei luoghi più remoti. Non abbiamo una meta, sperimentiamo la bellezza dell’essere precari, contraltare delle tante certezze e sicurezze che ricerchiamo…. Le sicurezze di chi veste di porpora, di bisso e di lino e lascia all’altro le briciole del lauto banchetto…. Sperimentiamo la semplicità e la povertà. Per ricercare: l’ignoto. Chi siamo. Cosa anima il nostro spirito di avventura, nel viaggio dentro noi stessi. Ricerchiamo Quel grande disegno di cui siamo parte e non ci è dato di comprendere fino in fondo. E’ cosi quella terra inospitale e difficile ci sorprende con la varietà e diversità dei suoi ambienti. Il paesaggio alpino e la malga … lasciano spazio alla grande cisterna per raccogliere l’acqua piovana. Il sentiero che costeggia il versante si dipana tra betulle, faggete e larici in cui l’azzurro intenso è intervallato dalle bianche e leggere forme delle nuvole. E poi come in un sussulto, in una scossa tutto cambia il leggiadro cede al fuoco, alla lava, alle tante colate del Mongibello, l’Etna da queste parti è chiamato così, in una commistione tra latino ed arabo. Il magna fuso rende tutto nuovo e diverso è un fiume nero che corre impetuoso verso valle, spaventa ed incanta, rende il paesaggio inospitale e lunare, affascina ed inebria … rende fertile quanto nei secoli ha devastato.. Gli “hornitos”, fornetti di lava, assumono varie sembianze e nuove forme. Così ci sembra di vedere le teste dei mori che narrano la travagliata storia d’amore della Kalsa… I licheni di un fondo marino…. L’incertezza ed i timori dei popoli che convivono con il grande vulcano, in una precarietà che si trasforma in resilienza operosa I tanti rifugi sul nostro sentiero ci invitano alla sosta, alla contemplazione, al silenzio che arricchisce e fortifica. Rientriamo sui nostri passi felici guadagnando la via del ritorno, dopo il fremito ed il fruscio pesante in mezzo al bosco che per un attimo ci inquieta….