Le nostre guide sul territorio

Un tuffo nella Calabria Greca tra Pentidattilo e Bova Nell’estremo sud, sulla costa ionica, nel tratto tra Pentidattilo e Bova, esiste un area in cui si parla una lingua derivata dal greco antico. Una terra di paesaggi spettacolari e borghi unici per silenzi, bellezze ed ospitalità. Una terra dove si coltiva il bergamotto una pianta che cresce solo qui. Una terra che ha conservato una lingua che deriva dal greco antico, che a contatto con elementi greci successivi ha subito un evoluzione sul posto. Una Terra di leggende e miti, aspra e dura in cui ogni pietra sembra dire qualcosa. Pentidattilo, con la mostruosa mano a cinque dita che sovrasta il borgo, conserva le grida della strage della notte di Pasqua del 1686. Bova, la capitale dell’area Grecanica, con la cattedrale della Madonna dell’Isodia, le reliquie di San Leo, i palazzi gentilizi, il castello. Ed infine il grande fiume bianco, la fiumara dell’Amendolea, navigabile nell’antichità custodisce la memoria storica dei Greci di Calabria, dalla lingua, alla cucina alle danze. Galliciano’, Amendolea e Roghudi, scenari grandiosi nel tempo fermo di una civiltà millenaria.

Donne a Villa Cattolica, Bagheria.
Ormai capita con sempre maggiore frequenza di trovarti in luoghi,  che non hai mai immaginato.

Dove il mare s’incunea nella grande frattura, come un fendente che taglia la terra.

Nell’affascinante contea di Modica descritta da Gesualdo Bufalino come “un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagl